Report finanziario vita da nomade digitale 2025

Ciao.

In questo articolo farò un resoconto completo delle mie spese annuali nel 2025.

Perché condividere pubblicamente i miei guadagni e le mie spese? È una scelta ben precisa, che porto avanti da anni, e che punta sia a sfatare i preconcetti sul costo del viaggiare sia ad aprire le porte a un argomento spesso tabù come il denaro. L’idea nasce da un’iniziativa del giornalista George Monbiot, che alla fine di ogni anno solare condivide il suo Registry of Interests.

Per dare un po’ di contesto: dal 2019 lavoro come freelance designer, mentre dal 2021 ho lasciato la città in cui vivevo per dedicarmi a uno stile di vita nomade. A tutti gli effetti potrei considerarmi un nomade digitale, anche se alterno periodi di lavoro a periodi dedicati ai viaggi, utilizzando i risparmi messi da parte.

Bene, ora andiamo al sodo.

Bilancio

Nel 2025 ho seguito in totale tre progetti, più alcune piccole collaborazioni saltuarie. Il totale guadagnato da tutti i progetti è stato di €21.582 netti, a fronte di una spesa complessiva di €16.566.

A livello lavorativo, i primi sei mesi dell’anno sono andati bene: ho seguito fino a tre clienti contemporaneamente, guadagnando circa €14.000 e spendendo circa €8.500, con un risparmio di circa €5.500. Avevo in mente un obiettivo annuale di €10.000 di risparmi che, come vedremo, non si è però concretizzato.

Il motivo è che, a partire dall’estate, nonostante l’obiettivo di risparmio, ho deciso di ridurre a un solo progetto alla volta per iniziare a pianificare meglio i miei prossimi viaggi. Anche se a settembre si sono presentate alcune opportunità interessanti che mi avrebbero permesso di raggiungere l’obiettivo, uno dei clienti che stavo già seguendo ha continuato ad aver bisogno di supporto. Ho quindi scelto di proseguire con quel progetto, nonostante fosse il meno remunerativo. Di conseguenza, nella seconda metà dell’anno, ho guadagnato in totale circa €7.200, la metà di quanto previsto, a fronte di una spesa di circa €8.000.

Dettaglio delle spese

Riguardo alle spese, il totale è stato di €16.566, con una media mensile di €1.380.

CategoriaSpesa
🏠 Affitto€3.685
⚕️ Salute€3.341
🍝 Ristoranti e bar€2.792
🛒 Spese alimentari€2.222
🛍️ Shopping€1.810
📱 Servizi€853
🚎 Trasporti€739
🍿 Svago€389
✉️ Multe€341
🎁 Regali€188
🤝 Donazioni€113
Altro€92

🏠 Affitto → €3.685

Ho vissuto a Siracusa, Corralejo (Fuerteventura), Pisa e Trapani, spendendo in media €307 al mese di affitto. A Siracusa però ero ospite dai miei e dunque non ho pagato affitto (semi-cit.). A Corralejo e a Pisa ho affittato una stanza a €300 al mese, mentre a Trapani ho vissuto in un monolocale a €470 al mese. In tutti i casi le bollette erano incluse.

⚕️ Salute → €3.341

È stata nettamente la spesa più imprevista e impattante dell’anno. Durante il periodo vissuto a Siracusa ho dovuto seguire sia un percorso ortopedico sia uno odontoiatrico, per un totale di circa €2.800, ovvero un sesto di tutte le mie spese annuali. Fanno parte di questa categoria anche le spese per la palestra e per le varie iscrizioni annuali che devo pagare ogni volta che mi sposto in una nuova città, per un totale di circa €500, riferite a sei mesi di palestra in quattro città diverse.

🍝 Ristoranti e bar → €2.792

Questa voce comprende sia pranzi e cene fuori sia birre, caffè e qualsiasi spesa al bar. C’è però una differenza molto netta tra l’estate, passata a Pisa con gli amici, e il resto dell’anno. Durante i mesi estivi ho speso €1.900, ovvero una media di €475 al mese tra birre, cene e pranzi fuori. Per tutto il resto dell’anno, invece, la spesa è stata di circa €100 al mese. Per me sono stati soldi investiti nello stare con i miei amici, sapendo che poi non li vedrò per tanti mesi, o forse anni. Guardando queste spese, però, penso spesso al costo della vita sociale nello stile di vita occidentale e mi viene naturale confrontarlo con il costo di un viaggio.

🛒 Spese alimentari → €2.222

Considerando i tre mesi passati a Siracusa, dove le spese alimentari sono state molto basse, e considerando che queste spese sono in parte inversamente proporzionali a quelle di ristoranti e bar, posso dire che spendo in media circa €50 al mese al supermercato. Alcune note: vado quasi sempre nei discount (grazie Eurospin di esistere) e non acquisto praticamente mai prodotti costosi. Allo stesso tempo mangio tanto, il più possibile, e compro alcune linee di prodotti vegetariani che sono sicuramente meno economiche dei corrispettivi di origine animale.

🛍️ Shopping → €1.810

Ho dovuto affrontare una spesa imprevista importante: la sostituzione del mio Mac, che non si accendeva più. Ho optato per un nuovo MacBook Air per un totale di €899, acquistato a rate, di cui in realtà solo circa €700 incidono sul 2025. Ho poi speso circa €400 per iniziare a viaggiare in bici: pago una bici a noleggio da Decathlon a €20 al mese e ho acquistato una serie di accessori e attrezzatura, tra cui cavalletto, portapacchi, portaborraccia, tenda, sacco a pelo, ricambi, abbigliamento tecnico e altro. La spesa restante è andata tra occhiali da sole, un paio di scarpe, accessori elettronici e libri.

📱 Servizi → €853

Ho alcune spese fisse mensili che riguardano SIM, iCloud, Spotify e un giornale online, per un totale di circa €17 al mese. Ho poi abbonamenti annuali ricorrenti come Couchsurfing, i domini e l’hosting dei miei siti, per un totale di circa €300 all’anno. Pago infine un servizio per l’elaborazione di fatture e F24, per un totale di circa €360 all’anno. Queste sono, di fatto, le mie uniche vere spese fisse.

🚎 Trasporti → €739

Di questi, circa €400 sono relativi ai quattro voli aerei presi durante l’anno: Catania–Fuerteventura e ritorno, Catania–Pisa e Pisa–Trapani. Il resto riguarda spese per bus e treni, legate a vari spostamenti.

🍿 Svago → €389

Questa voce si divide tra qualche film al cinema, alcuni spettacoli e concerti, un paio di festival, due escursioni in bici, una lezione di surf, una ignobile partita a tennis e qualche ingresso a musei e attrazioni turistiche.

✉️ Multe, 🎁 Regali, 🤝 Donazioni e altro → €734

Tolti €341 per un ingresso in ZTL del 2021 che mi è arrivato solo nel 2025, maggiorato dell’800%, il resto sono stati soldi ben spesi.

Andamento degli ultimi anni

Infine, ecco i trend di entrate e uscite degli ultimi anni.

I guadagni del 2021 sono in parte legati a incassi tardivi del 2020

Durante questi anni ho avuto modo di viaggiare e lavorare da remoto, riuscendo sempre a far quadrare i conti. Prima di “mollare tutto”, nel 2020, ho lavorato molto per mettere da parte dei risparmi che mi avrebbero permesso di partire. Con il tempo mi sono però accorto che molte delle paure economiche che avevo erano infondate e, infatti, negli anni sono riuscito ad abbassare gradualmente le spese. Allo stesso tempo, sono sempre riuscito a permettermi i miei viaggi senza dover ricorrere, o quasi, ai risparmi accumulati.

Dei 60 mesi considerati, 34 sono stati mesi in cui avevo almeno un progetto di lavoro attivo, mentre 26 sono stati dedicati esclusivamente al viaggio e, in alcuni casi, anche al riposo. I 34 mesi di lavoro sono stati comunque mesi “in viaggio”, svolti da località diverse. Ho però capito abbastanza presto che avere un lavoro online non è compatibile, per me, con l’esplorazione profonda di un luogo. Per questo motivo, durante i mesi di lavoro il mio focus principale è diventato quello di mettere da parte risparmi, ridurre le spese e pianificare i viaggi futuri.

In generale, nei 34 mesi con un progetto di lavoro attivo, l’ammontare delle ore lavorate è stato di circa 20–25 ore settimanali. Questa scelta nasce da una politica personale anti-burnout: da un lato voglio che il lavoro resti solo una parte della mia vita, dall’altro credo sia importante dimostrare che si può smettere di inseguire il denaro, almeno quando si ha la possibilità di scegliere.

Conclusioni

Dopo cinque anni credo di poter dimostrare che uno stile di vita nomade sia sostenibile e che non siano necessari guadagni stellari. La vera prerogativa, al contrario, è ridurre le spese e costruire i presupposti di flessibilità lavorativa che rendano tutto questo possibile.

Alla domanda “Quanto costa viaggiare?”, che è spesso alla base di chi vuole avvicinarsi a uno stile di vita nomade o desidera affrontare lunghi viaggi, la mia risposta è sempre la stessa: dipende. Per esperienza, spendo molto meno rispetto a chi è abituato ai costi delle vacanze tradizionali, ma allo stesso tempo spendo più di molti viaggiatori che incontro lungo il percorso.

Il lavoro da remoto, inoltre, è solo una delle possibilità e ha sia pregi sia difetti. Un lavoro freelance da remoto è più flessibile, ma anche molto alienante e incerto, e richiede luoghi adatti per essere svolto, sia in termini di fuso orario sia di spazio fisico, come una buona scrivania e una connessione stabile. Tra i viaggiatori che incontro, però, esistono moltissime altre situazioni: chi fa lavori stagionali, chi lavora in loco, chi è in anno sabbatico, chi viaggia con 7 euro al giorno facendo durare i risparmi per anni, chi affitta la propria casa, chi vive in van, chi ha un’attività online, chi usa Couchsurfing, chi fa volontariato, chi è pensionato e molti altri casi ancora.

Per quanto mi riguarda, guardando al futuro, mi piacerebbe riuscire a trovare progetti freelance più piccoli rispetto a quelli che seguo oggi, che spesso richiedono mesi di lavoro continuativo. Questo mi permetterebbe di alternare meglio periodi di lavoro e periodi di viaggio. Mi piacerebbe anche migliorare i periodi in cui non lavoro e non viaggio, magari trovando progetti di volontariato che mi consentano di ridurre o azzerare le spese di vitto e alloggio mentre cerco nuovi lavori o pianifico le prossime partenze.

È tutto. Ricordo che pubblico anche alcuni articoli sulle spese mensili relative ai paesi visitati. Per dubbi o domande, potete scrivermi su @vincenzo.rizza oppure dare un’occhiata alla mia newsletter.